Ieri si parlava delle tabelline della logica elementare. Ma come funzionano esattamente?
(PQ)(QP)
F F F F
F V V F
V F F V
V V V V
Questa è la base di partenza, che consinte nell’assegnare i valori di verità alle proposizioni presenti nella nostra formula logica. Ora seguendo l’ordine delle parentesi calcoliamo la negazione (in rosso i valori da cui parte il calcolo, in rosso il risultato):
(PQ)(QP)
F F F VF
F V V VF
V F F FV
V V V FV
Calcolata la negazione si passa, sempre seguendo l’ordine delle parentesi, alla congiunzione e alla disgiunzione:
(PQ)(QP
FFF FVVF
FFV VVVF
VFF FFFV
VVV VVFV
E infine si procede con l’implicazione:
(PQ)(QP)
FFFVFVVF
FFVVVVVF
VFFVFFFV
VVVVVVFV
Volendo possiamo riassumere i risultati dei nostri calcoli nel modo seguente:
PQ(P ∧ Q) → (Q ∨ (¬ P)
FFV
FVV
VFV
VVV
Incidentalmente la formulano che abbiamo calcolato è una tautologia, ovvero una formula sempre vera indipendentemente dai valori di verità delle proposizioni di partenza. Ed ora proviamo a sostituire le variabili proposizionali (P, Q) così giusto per vedere un’esemplificazione della nostra fomula… (”La tua rosa è rossa” ∧ “La tua rosa ha le spine” ) → (”La tua rosa ha le spine” ∨ (¬ “La tua rosa è rossa”) Che tradotta per umani: “Se la tua rosa è rossa ed ha le spine, allora la tua rosa ha le spine oppure non è rossa”, e questa proposizione, per un logico(1), è sempre vera… oh yeah!
(1) Da ciò si può forse comprendere perché la follia sia piuttosto diffusa tra i logici, forse ancor più che tra i mistici… that’s logic, baby!

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[…] visto come applicando il “calcolo della verità” ci può capitare di incontrare delle formule logiche sempre vere, qualunque sia il valore di […]

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