Sul palcoscenico si vede a destra una panchina su cui siede una giovane ragazza e subito a sinistra un palo con un cartello “Fermata”. La ragazza sta leggendo un libro in silenzio. Dopo due minuti circa entra un uomo sulla quarantina, ben vestito e con un cellulare a conchiglia in mano. L’incedere è piuttosto nervoso.
- Patrizio:
- Ma porca puttana Gianni, no, ti ho detto di no! Non vendere, non vendere, domani andranno su ancora, te lo dico io![l’interlocutore all’altro capo del telefono dice qualcosa]
- Senti Gianni non mi fare incazzare, qui si fa come dico io punto e fine!
[chiude il telefono nervosamente e cammina su e giù, poi si ferma a guardare se sono affissi gli orari dell’autobus]
- Cazzo ma qui non ci sono neanche gli orari, vaffanculo!
[si avvicina alla panchina e si rivolge alla ragazza assumendo un tono educato]
- Mi scusi signorina, potrebbe gentilmente dirmi a che ora passa il 48?
- Viola:
- So che ne passa uno ogni ora.
- Patrizio:
- Ogni ora?!? Ma porc… Senta e non è che per caso ha visto quando è passato l’ultimo?
- Viola:
- Si certo è passato circa cinque minuti fa.
- Patrizio:
- Cosa?!? Ma cazzo, ma proprio oggi mi si doveva rompere l’auto, oggi che c’è pure quel maledetto sciopero dei taxi
- Viola:
- Mi spiace.
- Patrizio:
- Come?!? Ah grazie, ma non è colpa tua.
- Viola:
- Beh lei mi sembra così provato, comunque mi spiace, spero che le cose le vadano meglio.
- Patrizio:
- Ah beh… grazie… sei molto gentile [si avvicina alla panchina] ma senti, dammi pure del tu, se no mi sento vecchio… io mi chiamo Patrizio [allunga la mano per presentarsi]
- Viola:
- Piacere io sono Viola.
- Patrizio:
- Viola, che nome particolare, è molto bello.
- Viola:
- Grazie, Patrizio, il tuo è un nome importante invece.
- Patrizio:
- Oddio, si in un certo senso, senti Viola ti spiace se mi siedo?
- Viola:
- No, prego fai pure.
[Patrizio si siede sulla panchina]
- Patrizio:
- Cosa leggi di bello?
- Viola:
- “Critica della ragion pura”
- Patrizio:
- Accidenti, una lettura impegnata, se non sbaglio è di Cartesio, giusto?
- Viola:
- Veramente è l’opera fondamentale di Kant.
- Patrizio:
- Oh accidenti hai ragione, è che io me li confondo sempre, sai questi filosofi tedeschi, mi sembrano tutti uguali.
- Viola:
- Veramente Descartes, Cartesio, era francese…
- Patrizio:
- Ma dai?!? Accidenti quante cose si scoprono… ma dimmi tu studi filosofia per caso?
- Viola:
- Si, frequento l’università
- Patrizio:
- Beh un bell’impegno e a che anno sei?
- Viola:
- Sono in tesi.
- Patrizio:
- Tesi? Su cosa?
- Viola:
- Lo sviluppo del pensiero critico razionale nella germano-sfera, da Immanuel Kant a Karl Popper.
- Patrizio:
- Ah! [tono secco, come avesse preso un colpo allo stomaco] Sembra proprio roba seria.
- Viola:
- Diciamo che è meglio non prenderla prima di guidare…
- Patrizio:
- [ride divertito] Sei una ragazza di spirito allora, mi piace.
- Viola:
- Beh non era una delle mie battute migliori ma se ti sei divertito ne sono felice.
- Patrizio:
- Senti Viola [si avvicina a Viola con fare predatorio e la guarda negli occhi], ma tu questa sera che fai?
- Viola:
- [Viola inizialmente contraccambia lo sguardo ma poi alza gli occhi verso la fronte di Patrizio] Ehi, ma tu usi il fondo tinta!
- Patrizio:
- [Imbarazzato] No, io no… cioè si… si insomma [Viola ride, Patrizio rimane seduto ma si allontana all’estremo della panchina e tira fuori un giornale che aveva in tasca, cercando di far finta di nulla, Viola riapre il suo libro: un minuto di silenzio mentre Patrizio sfoglia le pagine del quotidiano]
— fine scena I