C’è un pianeta nelle profondità dell’universo, un pianeta abitato da forme di vita intelligente. Su questo pianeta c’è un campo, un enorme campo da gioco e su questo campo da gioco si affrontano due squadre. E’ da un tempo senza inizio che si affrontano, o forse no, nessuno invero ricorda più quando la partita sia cominciata, certo è che nessuna delle due squadre l’ha ancora vinta.

La prima squadra è molto ben organizzata: ha un capitano e gli altri giocatori ubbidiscono al capitano senza batter ciglio. Ognuno poi ha il suo ruolo: c’è l’attaccante, il difensore, c’è anche il libero, per lo meno così ha deciso il capitano. Si perché è il capitano che decide i ruoli, e i giocatori eseguono sempre le sue decisioni senza ribellarsi, perché loro amano la squadra e ancor più amano l’allenatore. L’allenatore già, è un tipo strano a dire il vero, non lo hanno mai visto bene, anche perché lui si mostra solo a certi giocatori e solo quando ne ha voglia, anche se bisogna dire che il capitano ha un canale privilegiato per comunicare con l’allenatore e di fatto quest’ultimo gli ha lasciato mano libera sulla squadra.

Certo la squadra non ha avuto sempre lo stesso capitano, e nemmeno sempre gli stessi giocatori, ogni tanto si cambia, anche perché la partita alla lunga logora e qualcuno lo devono portare via dal campo in barella. Dove finisca poi, questo non lo ha mai capito nessuno, di sicuro però non ha mai fatto ritorno. Mhm, no mi correggo, la prima squadra in effetti sostiene che il primo capitano a volte faccia ritorno, ma questa è una storia complicata, c’è addirittura chi ipotizza che l’allenatore e il primo capitano siano la stessa persona, altri dicono che son persone diverse, beh ma questo in fondo è secondario, perché la squadra è sempre la squadra e alla fine quel che conta è vincere la partita.

Ma di che stavo parlando? Ah si scusate, il gioco ogni tanto mi distrae. Ecco dicevo, i giocatori della prima squadra cambiano nel tempo (l’allenatore no però, lui non sta in campo e quindi non si esaurisce mai), e le selezioni delle nuove leve sono durissime: devi rinunciare a tutto, a tutti i piaceri della vita, che poi pare per loro non siano veri piaceri, e dedicarti esclusivamente alla squadra e all’allenatore perché solo così renderai felice il tifo. Già il tifo, sapete com’è, non tutti possono fare parte della squadra, per lo meno di quella che gioca in campo, e così chi non passa le selezioni passa a fare il tifo: è un compito importante che vi credete, senza tifo la squadra non vince mica!

Sapete è bello vederli giocare, sempre così ordinati e coordinati, così precisi nei loro attacchi e nei loro affondi e così integerrimi nella difesa della loro porta, ah si, la difesa della porta da parte della prima squadra è un dovere irrinunciabile, mai e poi mai l’allenatore li perdonerebbe se abdicassero, eh no, farebbe fuoco e fiamme l’allenatore. E anche il tifo è contento in qualche modo infatti si sente parte del gioco, anzi di fatto è parte del gioco. Insomma la partita ha le sue fatiche, ma al fondo è sempre una gran gioia.

Bene, questa era la prima squadra, la seconda invece è proprio diversa, per certi aspetti pure un po’ disastrosa o forse disastrata. Innanzi tutto non hanno un capitano. Giuro, giuro che è così: non ce l’hanno! Io sinceramente, non so neanche come facciano a giocare, ma aspettate, ora viene il bello: non hanno nemmeno i ruoli, si avete sentito bene, siccome non c’è un capitano, anzi come dicono loro “ognuno è capitano di se stesso”, non hanno nessuno che stabilisca i ruoli, e così ognuno si inventa il ruolo che preferisce, che scandalo gente!

A questo punto vi chiederete chi sia quel pezzo da forca di un allenatore che lascia la sua squadra in condizioni così pietose. Ecco qui sta il punto: l’allenatore non ce l’hanno! Vi prego di credermi so che sembra assurdo ma ripeto: nessun allenatore, zero, nulla, silenzio assoluto, spazio siderale vuoto! E come fanno a giocare? Chi stabilisce gli schemi di gioco? Chi decide chi difende la porta o chi deve attaccare? E chi decide quando è bene difendere la porta o quando attaccare? Beh, in effetti la faccenda è piuttosto complicata. Devo ammettere che sono ingegnosi questi della seconda squadra. Hanno inventato un sistema piuttosto bizzarro per cui pare che decidano di volta in volta in base a una cosa che chiamano alzata di mano. Se siete tra quelli che alzerebbero la mani solo contro il loro peggior nemico, mettetevi il cuore in pace, questi della seconda squadra pare lo facciano ogni volta che rientrano nello spogliatoio, indubbiamente dei violenti!

Penso davvero che questo continuo alzare le mani credo sia frutto della natura aggressiva e poco gioiosa della seconda squadra, non saprei spiegarmelo altrimenti. E mentre la prima squadra negli spogliatoi, durante le pause, viene rinfrancata dalle parole e dai gesti del capitano, la seconda squadra passa il tempo a discutere, e discutere e discutere… fino a che non alzano le mani, si proprio così, e sono così assurdi che le contano pure queste mani, bah sarà per capire chi è più violento.

La partita comunque va avanti. E non mi è chiara ancora la ragione ma la seconda squadra non ha ancora perso, misteri del gioco! Anche se vien da dire che son proprio strani, forse pure un po’ stralunati, neanche con il loro tifo è normale. Ad un certo punto della partita, anche qui nessuno ricorda bene quando, il tifo ha preteso di voler cominciare a giocare. Si lo so che starete già ridendovela, ma è andata proprio così e sapete come hanno risolto? Dato che tutti in campo non ci stavano, fanno a turno! Robe da matti… e pare che pure in questo caso usino il solito primitivo metodo d’alzare le mani, barbari, barbari!

E poi stanno sempre a litigare tra loro. Non riesci a tenerli zitti neanche con la verga ’sti indecenti. Quando qualcuno di loro fa gol dall’altra parte lo criticano perché doveva fare gol partendo da sinistra invece magari è partito dal centro-campo oppure quando la prima squadra gli infila un diretto stanno tutti li a scannarsi a parole perché c’è chi sostiene che il portiere doveva parare il tiro mentre qualcun altro dice che non è sempre bene parare i tiri avversari in quanto questo sarebbe un limite alla libertà di gioco e via dicendo. Sapete la seconda squadra ama spropositatamente questa cosa della libertà di gioco e spesso si lascia pure fare gol in suo nome. Davvero non si capisce come non abbia ancora perso, chissà forse è solo una questione di tempo o forse son le loro invenzioni…

Si perché la seconda squadra ama le invenzioni. Non chiedetemene la ragione, ma capita a volte che, pur trovandosi tutta la prima squadra ad invadergli la metà campo, loro, anziché inseguire la palla e reagire, si siedano per terra, da soli o in gruppo, e si mettano ad inventare qualcosa. Una volta hanno inventato una roba tonda che rotola e ci hanno messo sopra un’altra cosa che fa un rumore bestiale, il nome ha a che fare con lo scoppio se non erro, sempre a dimostrazione della loro natura violenta. Da non credere ma ’sta cosa che si erano inventati filava via che pareva una freccia, e loro pensavano: adesso si che vinciamo!

Ma quelli della seconda squadra sono pure un po’ farlocchi, perché sapete che han fatto alla fine di quell’invenzione? Siccome non gli pareva giusto non giocare alla pari han deciso di lasciarla usare anche agli avversari, si proprio così, e lo fanno ogni volta che se ne inventano una di nuova, anzi alle volta van di loro spontanea iniziativa dalla prima squadra a mostrare cos’hanno inventato per sapere se quelli apprezzano oppure no. In genere la prima squadra apprezza e usa senza timore le invenzioni contro la stessa seconda squadra, ma la seconda squadra è contenta lo stesso. Sono altre le occasioni in cui la seconda squadra proprio si imbufalisce, è quando la prima squadra cerca di impedirle di inventare nuovi aggeggi.

Si perché quelli della prima squadra sono molto intelligenti e hanno capito che non tutte le invenzioni dei loro avversari fanno al caso loro, e poi se le usassero proprio tutte rischierebbero di assomigliare troppo a quegli altri, magari diventerebbero incasinati come loro e buona notte alla partita… poi chi lo sente l’allenatore! E così ogni tanto decidono di dare noia alla seconda squadra. In genere per far questo chiamano l’arbitro. L’arbitro è un tipo piuttosto sonnacchioso, falli non ne fischia mai e magari si fa offrire un po’ di vino dalla tifoseria.

Insomma tra un vinello e un sonnellino l’arbitro decide che questa o quella invenzione della seconda squadra non si può usare, perché? Beh ma perché rovinerebbe il gioco, no? Secondo me ha perfettamente ragione eppure quelli della seconda squadra van su tutte le furie. Non capita spesso, anche perché la prima squadra usa questa tattica solo in alcune e ben determinate occasioni, mica vanno a caso loro… ma quando capita si assiste ad uno di quei rari momenti in cui la seconda squadra gioca alla grande, riescono perfino a difendere la porta! Una cosa da rimaner a bocca aperta, per qualche minuto almeno, dato che ben presto muore tutto là e ognuno ricomincia a farsi i fatti proprio mentre tutti si criticano a vicenda.

Devo ammettere poi che recentemente l’introduzione nel gioco di due innovazioni ha ulteriormente complicato la faccenda. La prima innovazione è stata quella del ricambio dell’arbitro. Diciamoci la verità: un arbitro sempre un po’ brillo e mezzo addormentato non faceva un bel vedere. Tanto più che era lì solo perché suo padre era lì, e suo padre era lì perché il padre di suo padre era lì… problemi di famiglia insomma. La seconda squadra, che è così fissata con ’sta storia del fare a turno e dell’alzar le mani ha chiesto ripetutamente alla prima squadra di usare quel metodo per nominare l’arbitro, ma la prima squadra non era d’accordo, anche se alla fine, dai e dai, sono riusciti a convincerli. Mhm, ad essere sinceri non è andata proprio così, il fatto è che un giorno, quelli della seconda squadra, che son notoriamente violenti, han menato di brutto l’arbitro e alla fine hanno imposto il loro sistema, gli avversari han cercato di opporsi, ma son finiti maluccio pure loro e così alcune regole son cambiate.

Ora l’arbitro, che non è più uno solo ma un’intera corte, viene scelto a turno tra i tifosi (di tutte e due le squadre!) sempre con il solito e primitivo metodo di selezione di cui abbiam già ampiamente parlato. Ma la cosa stupefacente è un’altra. Mentre prima i giocatori della seconda squadra e i loro tifosi ruotavano solo tra loro, ora han tirato dentro nel sistema pure i tifosi della prima squadra! Vi lascio immaginare il caos che ne è conseguito, una cosa davvero ignominiosa, un processo di progressivo imbarbarimento dell’intero stadio.

Ma per fortuna quelli della prima squadra e i loro tifosi, che paradossalmente ogni tanto finiscono a giocare nella seconda squadra, non hanno accettato queste violenze in modo supino e non hanno mai fatto venire meno il loro vincolo di obbedienza all’allenatore, la qual cosa li mantiene uniti e determinati nello scopo. Tant’è che piano piano stanno riportando l’ordine in quel bordello che sembrava essere diventato lo stadio. Certo ci vorrà ancora tempo e bisognerà lavorare sodo, ma vedrete che alla fine la prima squadra vincerà e a quel punto, chiusa la partita, nello stadio regnerà la pace.

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