In genere in questo mio angolino del web non seguo troppo i ritmi della comunicazione di massa e preferisco presentare lo svolgersi della mia riflessione personale. Oggi però voglio proprio parlare del tema della giornata, la Giornata della Memoria appunto, presentando alcune riflessioni che in qualche modo si ricollegano ad alcuni temi che ho affrontato o che sto affrontando in questo spazio.
Lo schema essenziale di ciò che fecero i nazisti era già stato fatto in passato. Dagli europei per esempio era stato fatto su larga scala durante l’epoca coloniale o prima ancora in quella sorta di prodromo dei genocidi coloniali successivi che fu la crociata contro gli albigesi. Cosa cambia allora con i nazisti?
Cambia in parte il metodo. Il nazismo pianifica ed industrializza e questo rende l’orrore ancora più orrido, ma paradossalmente ancora più figlio della storia e ahimè della tradizione, a perenne monito di quanto una tradizione accettata e rielaborata criticamente possa dar vita ai mostri più tremendi.
Vediamo allora quali sono le linee di pensiero, le idee tradizionali che si innervano nel nazismo in una sorta di crocevia storico che porterà ad essere crocifissa assieme agli ebrei anche l’umanità.
La tradizione di sterminare popoli stranieri conquistati. Gli esempi nel mondo antico sono moltissimi, ma paradossalmente uno dei più famosi è proprio quello della conquista della Palestina da parte del popolo ebraico con tutte le atrocità connesse. In tempi più moderni e in quantitativi certamente superiori (anche perché nel frattempo la popolazione mondiale stessa era aumentata un po’ ovunque) i genocidi perpetrati dai colonizzatori cui accennavo poc’anzi, per i quali si parla di decine di milioni di morti.
La tradizione dello Stato totalitario che massacra i suoi stessi cittadini. Questa tradizione probabilmente non nasce, ma sicuramente raggiunge uno dei suoi apici con Costantino e con i suoi successori. L’impero romano da pagano diventa cristiano, gli imperatori comprano letteralmente il clero cristiano il quale ricambi con l’obbedienza e contemporaneamente distruggono il paganesimo identificato via via con le architetture, con i testi scritti, con le persone. Del paganesimo viene distrutto, o almeno si cerca di distruggere, l’intero patrimonio culturale sia quello propriamente religioso che quello filosofico e (proto) scientifico. Ciò che non si riesce a distruggere o che proprio non si ha il coraggio di distruggere viene rubato attraverso un processo di reinterpretazione in chiave cristiana in barba ad ogni onestà intellettuale.
Una variante sul tema dallo Stato totalitario di romana memoria è quella della Santa Inquisizione che guarda caso è la prima ad introdurre in maniera sistematica la combustione dei diversi dell’epoca, ovvero i cosiddetti eretici.
Un’altra tradizione importante a mio avviso è quella di porre alla base delle proprie scelte di comportamento un certo nucleo di asserzioni circa la realtà. Nell’antichità il tema ricorrente per giustificare una certa etica è in genere un tema divino, che come abbiamo visto non implicava in alcun modo l’assenza di massacri… nel nazismo il tema cambia, almeno in parte: dalla religione si passa alla biologia.
Ma andiamo a vedere le cose più in dettaglio. Il mito della razza superiore che schiaccia quella inferiore ha alla base almeno quattro radici tradizionali, quattro miti fondativi:
1. L’errore logico di cui accennavo sopra e di cui ho perlato estesamente nel post precedente per cui si derivano asserzioni etiche da asserzioni circa la realtà, il mito che esista la possibilità di legare l’etica alla realtà come se da qualche parte nell’umano o nell’universo o nel divino (creduto reale ovviamente) vi sia iscritto un codice etico imprescindibile.
2. L’errore da biologi ed etologi dell’ultima ora illusi che esistessero “razze umane” (idea demolita dagli studi di genetica comparata moderni, anche se ahimè si continua a parlare di etnie!), errore al quale si aggiungeva l’ulteriore errore di credere che tra queste razze (inesistenti) ce ne fossero alcune superiori per cui era giusto (ecco il raccordo con l’etica) sterminare le altre inferiori, cioè una completa travisazione della teoria dell’evoluzione per selezione naturale che si applicherebbe semmai alla specie e non alle razze per il semplice fatto che la razze in natura non esistono e quando ci sono come nei cani è perché l’essere umano le ha create con la seleziona artificiale e non con la selezione naturale.
3. Il mito cristiano del deicidio. Il travisamento delle teorie biologiche non è l’unica e forse nemmeno la vera radice dell’odio anti-ebraico: secoli e secoli di antisemitismo di matrice cristiana (cacciata degli ebrei nel 1492 dalla Spagna per dirne una) con la ripetizione costante (in assenza di contraddittorio) di deicidio in ogni Santa Messa avevano se non altro preparato il terreno, oltre a stimolare l’eccitabile fantasia del signor Adolf Hitler (che essendo austriaco e cattolico da bambino aveva ascoltato la messa e il catechismo cattolici) e dei suoi scagnozzi. Sia detto per inciso dopo il Concilio Vaticano II la Santa Messa è stata tradotta da latino nelle varie lingue “volgari” e così recitata. Nell’opera di traduzione gli ecclesiasti avevano pensato bene (finalmente!) di rimuovere la parte sul deicidio; tuttavia di recente J.Ratzinger meglio noto come “il Papa” ha reintrodotto anche se non in modo obbligatorio la messa in latino, e fino a qui nulla di male, magari si stimolerà lo studio di una preziosa lingua antica, peccato solo che il testo in latino adottato sia quello del Concilio di Trento (XVI secolo), proprio il testo che appunto contiene la famosa accusa di deicidio. La comunità ebraica ha protestato, non so se la Chiesa abbia accolto le critiche e corretto il testo mi auguro di si, e se non lo ha fatto che lo faccia al più presto e non tra qualche secolo dopo un secondo olocausto magari nucleare…
4. Il mito della stirpe superiore, della stirpe eletta. Un mito ben radicato in tutta Europa e trasmesso da almeno due tradizioni: di nuovo il cristianesimo (prelevando per ironia della sorte proprio dall’ebraismo!) con l’Antico Testamento che contiene appunto il concetto di popolo eletto, e il platonismo che veicola il sempre verde mito di Sparta (si veda a riguardo K.Popper, La società aperta e i suoi nemici) paradossalmente ripreso e propagandato proprio dalla fucina della cultura popolare americana (un tempo anti-nazista!), Hollywood, con il recente film 300.
A tutte queste radici, tra cui come abbiamo visto anche le famigerate radici giudaico-cristiane che si voleva recentemente richiamare nella costituzione europea, i nazisti, pregni pure della nobile tradizione di organizzazione, disciplina ed industrializzazione tedesca, hanno dato come concime speciale i corpi di milioni di esseri umani innocenti, gasati e ridotti a polvere di carbonio con ritmo ossessivo e meticolosa efficienza, fabbricando così l’albero proibito della vita, cioè l’albero della morte, capolavoro mostruoso di accettazione acritica della tradizione.
The discussion is open, but no one has taken the first step yet... Oh! For heaven's sake, start saying something Janet!