La ragione per cui non amo il nazionalismo è che a parer mio le nazioni semplicemente non esistono. Sono un mito, un mito moderno cresciuto gonfiando la pelle delle tribù fino a trasformarle in Stati nazionali fondati sull’irrazionalità e la guerra, sul sangue e sugli eroi, sulla madre patria e sull’altar.

Ad esistere non sono le nazioni ma le persone, dove per persone intendo esseri umani in carne ed ossa e non astratte persone giuridiche con le quali si attribuisce a gruppi di esseri umani (o di cellule staminali) una mistica identità collettiva portatrice di diritti! Ed è dalle persone che si deve partire per costruire gli Stati, non viceversa.

Le persone, che sono individui, interagiscono tra loro e questa interazione può generare violenza e sopruso, ovvero la lesione della libertà di alcune persone a causa delle prevaricazioni di altre. Da qui nasce il bisogno di qualcosa o qualcuno che permetta di risolvere in modo civile e non bestiale le questioni, c’è bisogno di un giudizio e di un giudice neutrale rispetto alle parti in conflitto e con autorità e forza sufficienti per ristabilire l’equilibrio nel diritto quando questo venga violato, punendo chi ha perpetrato la violenza e risarcendo (per quanto possibile) chi l’ha subita.

Ma i giudici sono esseri umani a loro volta e quindi è necessario incorniciare il loro operato in un sistema articolato e complesso al fine di evitare che essi stessi divengano fautori di ingiustizia. Ecco allora la promulgazione di leggi uguali per tutti i cittadini così da impedire una totale discrezionalità da parte del giudice: perché l’arbitro possa fare bene il suo lavoro le regole devono essere comprensibili da ed eguali per tutti. Ma perché le leggi siano davvero uguali per tutti e non la semplice ratificazione di privilegi di parte è necessario che siano generate all’interno di un sistema democratico con tutti i suoi controlli e contrappesi, come ad esempio la pluralità dei partiti, la libertà di stampa e di informazione e via dicendo.

Per garantire poi che ogni nuovo nato, e non solo i figli di coloro che hanno avuto successo, abbia la possibilità di vivere una vita dignitosa, libera ed onesta è necessario offrire educazione e cure mediche di qualità, pubbliche e gratuite.

A questo sistema infine si da il nome di Stato che avrà ancora un’ultima funzione, quella di garantire la sicurezza (attraverso diplomazia e difesa) dalle aggressioni militari esterne che minerebbero l’intero sistema di garanzia delle libertà civili sino ad ora delineato.

In questo senso lo Stato non è più un’espressione di una qualche nazione esistente in un qualche primordiale stato di Natura, ma un artefatto, un costrutto degli esseri umani per regolare le proprie relazioni e liberarsi non già dalla paura della violenza quanto piuttosto dalla violenza tout court.

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