Sometimes I think to it. Maybe it is some heritage coming from the Buddhist meditations I have done when I was young, maybe not, anyway it happens and I think to it. Don’t you do too? I mean, don’t you ever think to life and death and to sense of all of this?

Many things happens during our lives, we do and taste many things, many jobs, many people… we are always concentrated upon what we believe to be important, however what is really important?

Nella mia corrispondenza di ieri parlavo dell’esperienza fatta cercando di promuovere questa iniziativa all’interno di un’assemblea pubblica del Partito Democratico. Avevo promesso che sarei tornato sull’argomento riprendendo le obiezioni cui non avevo potuto rispondere, ma cui risponderò nella prossima assemblea…

Sarò sintetico e non citerò le parole esatte ma cercherò di riprendere il senso di fondo, perché pur avendo preso appunti non sono un buon dattilografo… spero di non cadere in qualche straw man per questo, nel caso dovesse accadere chiedo ai miei lettori di avere pazienza in anticipo.

“Alla gente non interessa internet, scusami ma non credo che digitando www.nonarrivoallafinedelmese.it uno possa trovare la soluzione ai propri problemi”
Sono perfettamente d’accordo, infatti noi chiediamo elezioni primarie vere per poter scegliere chi è chiamato a governare i cittadini e abbiamo creato un sito internet che usiamo come uno dei tanti strumenti per comunicare la nostra iniziativa… e la nostra iniziativa vuole essere proprio un modo per legare i governanti alle persone reali che li votano, così che i primi siano obbligati ad ascoltare i secondi, compresi quelli che non arrivano alla fine del mese!
“Il Partito Democratico non può essere solo il partito delle primarie”
Sono perfettamente d’accordo, infatti le primarie sono uno degli strumenti per rendere il Partito Democratico davvero democratico. Certo che non sono l’unico strumento, ma sono uno strumento che non può essere messo nel cassetto come alcuni vorrebbero.
“Voglio un partito come quello che avevo una volta: un partito che va nelle fabbriche e che parla con la gente! Voglio una sezione come quella che c’era una volta non questi circoli mezzi vuoti!”
Anch’io vorrei che chi si candida a governare si premurasse di dialogare con i cittadini e non vedo come le primarie potrebbero essere di ostacolo a ciò, anzi credo proprio sarebbero di stimolo!
“Non ne posso più sono anni che parliamo solo di nomi e non di contenuti e programmi”
Innanzi tutto noi chiediamo primarie vere, quindi primarie in cui i nomi si caratterizzino anche per le loro proposte programmatiche, e chiediamo che le primarie siano sempre perché anche il più bel programma non verrà mai realizzato se non sarà portato avanti de persone davvero capaci.
“Agli elettori non interessano i nomi ma i programmi!”
Ditelo a quei tre milioni e mezzo di cittadini che sono venuti a votare per le primarie con cui è stato fondato il Partito Democratico…
“Non ha senso cambiare il cavallo in corsa: se il presidente della provincia ha governato bene non ha senso mettere al suo posto un altro candidato ad un anno dalle elezioni”
Se il presidente della provincia ha lavorato bene semplicemente vincerà la primarie, se non dovesse accadere vorrà dire o che non ha governato davvero bene oppure che lui o chi lo sostiene non sono riusciti a comunicare ai cittadini il lavoro fatto. Ma le primarie servono anche a far emergere questo, in politica non si può scindere il buon governo dalla buona comunicazione (da e verso i cittadini), se uno non sa comunicare bene sta già governando (almeno la comunicazione) male…
“Le lotte intestine sono deleterie, poi passiamo per quelli che passano il tempo a litigarsi le poltrone”
Le lotte intestine hanno dilaniato le corti reali di mezzo mondo per millenni, e non mi pare questo fosse causato dall’utilizzo delle primarie… ma soprattutto: perché mai le primarie devono essere per forza una corsa al massacro? Una leale e sportiva competizione non può esistere? L’unico modo per averla sono le vecchie dinamiche di partito? E appunto quelle dinamiche la garantivano una leale competizione ed un salutare ricambio?1
“La gente votava alle primarie senza neanche conoscere chi votava”
Ma diamine il fatto che la gente non fosse sufficientemente informata su chi vota non è una buona ragione per non farla votare più! Se la gente non conosce chi vota bisogna lavorare seriamente per far si che venga informata. E questo per altro è vero in ogni elezione, non è mica un problema solo delle primarie!
“Il vero rischio in politica è la personalizzazione, quello è il vero pericolo, prima la politica aveva dei limiti è vero, ma con la scusa di quei limiti si è introdotta le personalizzazione che può distruggere completamente la politica, e con le primarie gli strumenti perché questo pericolo divenga realtà ci sono davvero tutti.”
Quindi è meglio un partito di anonimi che un partito di persone chiamate a rispondere delle loro parole e azioni?
“Le primarie sono uno strumento utile e indispensabile per raccogliere una nuova classe dirigente… per qualche anno… ma non per sempre eh… ad un certo punto si dovrà smettere…”
°__°

1 A mio avviso questa è una delle obiezioni più forti, istintivamente so che c’è qualcosa di fallace in essa ma non riesco ancora ad individuarlo chiaramente.

Leggo questo di Emanuela Beacco. Ecco appunto

Qualche elettore o militante del Partito Democratico potrebbe forse storcere il naso capitando qui e leggendo questa corrispondenza e quelle che seguiranno. Spero però che avrà ugualmente la pazienza di leggere. Ritengo infatti che una della ragioni per cui il Partito Democratico o la sinistra radicale non riescono a sfondare nell’Italia del nord è che non la comprendono, non comprendono cioè chi la abita e i problemi che si trova ad affrontare. Io non sono sempre d’accordo con le soluzioni che la Lega propone, ma sono convinto che i suoi rappresentanti abbiano ben compreso quali sono i problemi

Come punto di partenza utilizzerò i cinque punti del programma leghista che riporto direttamente da qui.

Federalismo
Stato federale articolato in tre macroregioni rappresentate da un Senato federale. Le macroregioni avranno sovranità in termini di potere legislativo, amministrativo e giudiziario
Fisco
Le regioni padane devono avere a disposizione il 90% del gettito fiscale del proprio territorio. La riscossione delle imposte spetta alle Regioni e non più alla Tesoreria unica
Immigrazione
Più potere ai sindaci nel contrasto all’immigrazione selvaggia e clandestina, più rigore nei requisiti d’ingresso. Moratoria nella costruzione di nuove moschee
Sicurezza e Legalità
Equiparare la polizia locale alla polizia di Stato e ai carabinieri. Potere d’espulsione dei clandestini ai sindaci. Gli stranieri devono dimostrare di avere un lavoro e un reddito minimo
Infrastrutture
Far volare Malpensa e la Padania attraverso Tav, Pedemontana, gli assi stradali e ferroviari del Sempione, Gottardo e Brennero, regionalizzare le autostrade e potenziare il trasporto fluviale

Per ora non intendo né supportare né criticare queste proposizioni, ma solo prenderne atto come un dato di fatto: circa un terzo degli abitanti della regione dove vivo chiede questo. Nelle prossime corrispondenze esprimerò in maniera più compiuta il mio punto di vista andando ad analizzare meglio i documenti che stanno dietro questo manifesto e che sono stati elaborati da quello che nel movimento leghista è chiamato Parlamento del Nord1.


1 Sul Parlamento del Nord qualche informazione la si può trovare nel relativo sito di rappresentanza o in questa voce di Wikipedia.

Exactly one year ago I was experimenting the functionalities of WordPress opening a (now closed) blog on wordpress.com. That blog was intended to be about democratic principles and it was eventually merged into Rational Patterns, or better not really merged because I didn’t actually exported the posts, but the idea of writing about the argument persisted.

Today again is 25th April, the day of Italian liberation from nazi-fascism, and I decided to come back to the starting topic of that old blog: Freedom of Speech.

My 2008-04-19T09:10:11Z post was titled A cell phone will not make you free… if you are not allowed to use it for criticising your government as you like. However this was just the third or fourth reformulation I have done of it. The first formulation sounded like this A cell phone will not make you free… if you cannot say whatever you like using it. Unfortunately when you state freedom of speech in this way many problems arise and this is what we can call the problem of speech limits.

Firstly I note that (as in any human action) we have two sets of limitations: physical limitations and social limitations. So we can distinguish among what we can say and what we are allowed to say. The whole problem seems to be not to much about what we can say but mostly about what we can say without being allowed to say it. So the problem is just or mainly a social problem. We can say almost everything our tongue, mouth and vocal cords are able to articulate, but we are not always allowed to say it. In other words, should we be allowed to say whichever thing we can say and we want to say?

This last formulation also introduced a new element: our will. Now the problem seems to me just a subset of a wider problem, the problem of the conflicts among what we can do, what we want to do and what we are allowed to/have to/must do1. Anyway let’s come back to the speech problem a little. Assumed that what we can say is the basic dimension upon which we can “move”, the actual conflict arises among what we want to say and what we are allowed to say, or better it arises when we want to say something we are not allowed to say.

Well, what does it really mean not being allowed to say something? It means that we will have to pay some price if we will say it, maybe we will lose social appreciation or even we’ll be punished by some kind of authority. However digging a little in the idea makes clear that the conflict is among what we want to say and what other people do not want us to say. So coming back to the general point of view the freedom of speech problem, as many other problems about the limits of liberty, appears to be a problem of conflicting wills.

Ok, it’s enough for the moment. I’ll be back on this problem in the future.
Have a good 25th April!


1 In Italian this sounds a bit better Ciò che possiamo fare, ciò che vogliamo fare e ciò che dobbiamo fare. It was the topic of a little set of posts I published on an other old blog, this time on blogspot, just at very beginning of my blogging carrier. Again I do not think to have a copy of them, maybe I’ll search a little when I will have time.

Cordate Italiane: anche noi avremmo potuto comprare Alitalia

Today I received a YouTube video via Facebook by a Chinese friend of mine.

My friend is a very honest and kind girl and I am quite sure she didn’t send me this video in order to show me how much present regime is able to manipulate history in order to preserve itself at expense of people civil liberties… and this makes me sad. I am still convinced it is time to ask, it is time to ask China to start its democratic reform.

At present we Europeans are living under United States military umbrella. I never liked United States imperialism, as it is called by someone, but at least it has the side effect of enhancing democratic development. Besides imperialism, I am not a fan of exporting democracy by bombing people too… Nevertheless I want to be able to keep my liberties and possibly to expand them and I do not think China, when it will be the new world emperor, will be able to grant me my present liberties, unless it will become an actual democracy.

So there are only two possible choices in my view: increasing European military expenditures in order to be ready to face any military threat China will be able to directly or indirectly pose to our democracies since the middle of this century on, or… trying to work through cultural and economical channels diffusing as much as possible the civil liberty ideals hoping they will root in that country.

Sincerely I prefer the latter, definitely.

The Complete Works of Charles Darwin now online! This is a very, very, very valuable thing!

Some weeks ago I was attracted by the Italian translation of some Darwin’s notebooks but finally I decided not to buy it following my general rule “Do not buy Italian translations of what you can just read in the original language”, and so I was waiting to have enough free time and extra money for the English version… and now here it is! Thanks to Cambridge University!