[Patrizio continua a leggere il giornale, mentre sfoglia le pagine il suo volto assume varie espressioni a seconda del contenuto della notizia, ogni tanto borbotta ma non si riesce bene a capire cosa dica fino a che]
- Patrizio:
- Ancora, ancora con questa menata dei diritti dei gay, non se ne può più!
[Viola alza lo sguardo dal libro e lancia un’occhiataccia verso Patrizio senza però muovere la testa, lui non se ne accorge]
- Patrizio:
- Ma ti pare possibile, ’sti quattro finocchi, che cosa vogliono, che si facciano le loro storie per i cazzi propri e non mi rompano le palle.
[Viola è visibilmente innervosita, ma cerca di rimanere in silenzio e tornare al proprio libro]
- Patrizio:
- Ma che cazzo vogliono è già tanto che li lasciamo fare le loro schifezze contro natura senza dir nulla.
[Viola non riesce più a trattenersi]
- Viola:
- Scusa ma cosa sarebbe contro natura?
- Patrizio:
- I gay, i gay sono contro natura, quello che fanno, che schifo.
- Viola:
[- Viola fa uno sforzo per mantenere la calma, il tono di voce è lievemente alterato] Quindi la tua posizione è che l’omosessualità è contro natura?
- Patrizio:
- Si certo, è un porcheria contro natura, proprio una schifezza.
- Viola:
- [Viola ha ormai calmato l’emozione, il tono di voce è piano] Scusa Patrizio, ma cosa intendi per natura?
- Patrizio:
- Per natura? Beh la natura è la natura, no?
- Viola:
- Si ho capito, come l’acqua è l’acqua e il fuoco è il fuoco…
- Patrizio:
- Esatto, c’hai proprio ragione, si vede che sei una filosofa [si riavvicina a Viola sempre stando seduto sulla panchina]
- Viola:
- Per forza ho ragione Patrizio, queste sono tautologie, son sempre vere!
- Patrizio:
- Tautologie… tautologie [mentre Patrizio ripete questa parola sembra quasi che la impasti con la bocca]… tautologie…
- Viola:
- Ok, proviamo in un altro modo: quando pensi alla natura che cosa ti viene in mente?
- Patrizio:
- Quando penso alla natura… [riflette tra se e se accarezzandosi il mento con la mano, quindi socchiude gli occhi e alza la testa come guardasse verso l’alto]
- Viola:
- Patrizio?!?
- Patrizio:
- Si vedo… vedo… montagne, laghi, prati in fiore, cavalli selvaggi, e… e… un gran bel pazzo di squaw bionda che si…
- Viola:
- Oh!! Patrizio!! [lo scuote, lui riapre gli occhi]
- Patrizio:
- Eh che c’è, la squaw stava per…
- Viola:
- Senti a parte il fatto che le squaw non erano bionde, ma…
- Patrizio:
- Ah no?
- Viola:
- No, ma questo non è il punto, torniamo alla natura.
- Patrizio:
- Si la natura [la parola natura è detta con fare trasognante e piuttosto ebete]
- Viola:
- Già la natura [tono secco], per te sembra essere una natura selvaggia, incontaminata, insomma hai un’idea di natura di tipo romantico.
- Patrizio:
- E’ vero! Io sono un romantico [di nuovo avvicina il proprio volto a quello di Viola con fare predatorio, ma lei questa volta si ritrae subito]
- Viola:
- Bene quindi siamo d’accordo che per te natura è ciò che è incontaminato, potremmo dire non artefatto dall’essere umano.
- Patrizio:
- Si una bella squaw non artefatta [sguardo ebete tra il libidinoso e il trasognante].
- Viola:
- E basta con ’sta squaw Patrizio… [lui non cambia sguardo] allora se tu intendi natura come ciò che non è artefatto o contaminato dall’essere umano, in questo senso anche il tuo orologio è contro natura.
- Patrizio:
- Infatti io a quella toglierei anche il suo Breil!
- Viola:
- Non ci credo [Viola assume un’espressione sconsolata]
- Patrizio:
- [Patrizio si risveglia] Uhm che c’è? Mi sembri diventata improvvisamente triste… [riflette] Ah ho capito! Tu non ne hai uno!
- Viola:
- Uno che?
- Patrizio:
- Un Breil! Non ti preoccupare, te ne compro uno io!
- Viola:
- Ma Patrizio?!? ma che dici?!?!?
- Patrizio:
- Aspetta, fammi fare una telefonata [prende il telefono, preme un paio di tasti e attende risposta]… Si pronto, Aurelio, ciao come stai? ___ Ah mi fa piacere, bene, bene, e il negozio come va? [Viola intanto guarda incredula] ___ Ma davvero? Incrementate le vendite del 30%, fantastico! Cazzo Aurelio me lo devi quotare in borsa ’sto negozio che poi ci investo! [risata grassa e boriosa] Senti Aurelio, io qui avrei una richiesta da parte di una mia amica…
- Viola:
- No ma Patrizio, ma che fai?!?!
- Patrizio:
- [fa cenno con la mano a Viola di stare buona] Si, si una mia amica, beh vorrebbe un bel Breil, [Viola fa cenno di no con la testa, con le mani e sussurrando con un sussurro di voce] Si, si vuole proprio uno di quelli che hai tu, sai quelli con i brillanti [Viola non sa più che fare, agita le mani e prende il cellulare di Patrizio e chiude la telefonata]
Patrizio. Ma che fai?!? Povero Aurelio, gli hai sbattuto giù il telefono.
- Viola:
- [cerca di calmarsi] Senti Patrizio, io ti ringrazio infinitamente, ma non posso accettare, davvero.
- Patrizio:
- Su dai non essere timida è solo un regaluccio da nulla per me.
- Viola:
- [tira un lungo respiro] Allora Patrizio, tu sei mooolto, mooolto generoso, ma… no! [no secco]
- Patrizio:
- E va bene, però qualcosa te lo potrò ben regalare, che dici?
- Viola:
- [Viola si avvicina al volto di Patrizio con fare malizioso] Beh una cosa ci sarebbe… [si ritrae a guarda dall’altra parte sorridendo sempre con malizia]
- Patrizio:
- [Lui si riscalda e a si avvicina sempre predatorio] Eh cosa?
- Viola:
- [Si volta di scatto e con tono secco e volto serio] Ragiona con me.
- Patrizio:
- [strabuzza gli occhi per la sorpresa] beh se proprio ci tieni…
- Viola:
- Si ci tengo molto [sguardo deciso e inflessione determinata].
- Patrizio:
- E va bene, ma non andiamo troppo sul tecnico.
- Viola:
- no, no non ti preoccupare [volto si addolcisce, sorride]
—– fine scena II